Paura a Mestre, forte odore di gas nell'aria: ecco cosa è successo

Sabato 18 Maggio 2024 di Davide Tamiello
Paura a Mestre, forte odore di gas nell'aria: ecco cosa è successo

VENEZIA - La bomba d'acqua, a un certo punto, è diventata una preoccupazione sullo sfondo. Quando, infatti, ha iniziato a diffondersi quel forte odore di gas in tutta la città il 115 dei vigili del fuoco è passato da bollente a incandescente. Decine e decine di segnalazioni da tutta la città: corso del Popolo, Chirignago, Marghera, Carpenedo. «In un primo momento - spiega il comandante dei vigili del fuoco, Mauro Luongo - avevamo pensato a una serie di fughe di gas legate agli allagamenti.

Poi, quando abbiamo capito che il problema era più legato al petrolchimico». Per la precisione alla raffineria di Eni di via dei Petroli: l'acquazzone, infatti, ha fatto tracimare le vasche delle acque raccolte all'interno del sistema fognario dell'azienda. Le acque contenevano idrocarburi che galleggiando in superficie sono evaporati nell'aria. L'acqua, uscita dalle vasche, diverse decine di metri cubi, ha allagato il piazzale della raffineria. «Gli idrocarburi - prosegue Longo - sono molto odorosi, e in quelle quantità la puzza si è diffusa velocemente in tutta la città anche perché c'era una corposa percentuale di zolfo. Sul posto è intervenuto il nostro nucleo Nbcr, abbiamo iniziato a pompare via l'acqua con serbatoi di emergenza anche con l'aiuto dell'impianto consortile».

ISOLATO

I pompieri hanno escluso, comunque, sversamenti esterni, in laguna o altrove, delle acque sporche di Eni. «È importante sottolineare che si tratta di un sistema isolato, impermeabilizzato rispetto al resto, come una vasca. Ci saranno poi i riscontri di Arpav ma l'evento sarebbe rimasto contenuto all'interno della struttura». Dell'episodio ieri è stato informato anche il prefetto Darco Pellos, che ha incontrato ieri il presidente della Regione Luca Zaia e l'assessore Bottacin aggiornandoli sull'accaduto. Il delegato locale dello Stato, giovedì pomeriggio, ha allestito una cabina di regia all'interno della caserma dei vigili del fuoco con tutte le forze dell'ordine. Da qui, è stata allestita una videoconferenza con tutti i sindaci della provincia per coordinare le operazioni e la gestione dell'emergenza. «Un sistema che ha funzionato molto bene - commenta Pellos - e siamo riusciti a dare una risposta operativa efficace che ha sicuramente limitato i danni, visto la particolarità e l'intensità di questo evento atmosferico».

RILIEVI E INTERROGAZIONE

Arpav ha effettuato campioni in tutta la zona per capire se possa esserci stata una qualche forma di inquinamento. Dalle prime analisi sull'aria, non si tratterebbe di esalazioni nocive ma ovviamente si dovranno attendere i risultati degli esami su altri campioni, anche perché l'evento ha creato un grande allarme tra la popolazione. Sull'episodio ha presentato un'interrogazione anche il consigliere comunale ed ex assessore Gianfranco Bettin. «Abbiamo chiesto al sindaco di impegnare l'Arpav affinché comunichi informazioni precise su quanto avvenuto, sulle composizione delle esalazioni e sul loro impatto su ambiente e salute e sulla mancata tempestività nell'informazione sul fenomeno che ha contribuito ad aumentare i timori della popolazione. Si chiede inoltre di verificare come verranno smaltite quelle acque. Chiediamo inoltre se non sia il caso che l'intero sistema di monitoraggio, allerta e informazione sui rischi eventuali o in atto non debba essere sottoposto a una verifica approfondita e a un adeguamento che lo renda più efficiente e affidabile».

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