Filippo Turetta, l'omicidio di Giulia Cecchettin «fu premeditato»: le prove. Chiuse le indagini, si va verso il processo. Il 22enne accusato anche di stalking e crudeltà - Video

Non potrà essere chiesto il rito abbreviato. Il Procuratore Bruno Cherchi avverte: attenzione all'eco mediatica, il 22enne ha il diritto di difendersi. La pianificazione del delitto e la volontà di fuga per la Procura sarebbero evidenti nell'analisi degli acquisti fatti prima del crimine

Mercoledì 15 Maggio 2024 di Roberta Brunetti
Giulia Cecchettin e Filippo Turetta

Filippo Turetta aveva premeditato nei dettagli l'omicidio della sua ex fidanzata, Giulia Cecchettin: lo dicono le indagini, l'autopsia e le perizie dei Ris. A giocare un ruolo chiave nelle indagini anche l'analisi degli acquisti del giovane prima del delitto: la pianificazione non solo del crimine, ma anche della volontà di fuga, secondo la Procura sarebbe lampante. L'inchiesta sul femminicidio di Giulia è quindi ormai chiusa, e la Procura di Venezia si appresta a chiedere il processo per Turetta, in carcere a Verona da novembre e reo confesso del delitto. Da ricordare che il 22enne è stato arrestato nel novembre 2023 dopo una fuga di una settimana in Germania.

La notizia della chiusura delle indagini è stata data dal procuratore capo Bruno Cherchi in un incontro con la stampa (IL VIDEO). 

Filippo Turetta, l'omicidio di Giulia premeditato

Della premeditazione di Turetta ne è convinta la procura di Venezia che con questa imputazione ha chiuso le indagini a carico del giovane. Un'aggravante, quella della premeditazione, che in caso di condanna potrebbe costare al giovane la pena dell'ergastolo

Filippo Turetta aveva pianificato nel dettaglio l'omicidio di Giulia Cecchettin, compreso l'occultamento del cadavere, e la sua fuga

A chiarirlo è stato il Procuratore di Venezia Cherchi, spiegando che questo è quanto emerge dalle indagini dei Carabinieri, dall'autopsia, e in particolare dalla perizia dei Ris.

Gli acquisti di Turetta prima del delitto

La pianificazione, quindi la premeditazione, è evidenziata, secondo Cherchi, dagli acquisti, documentati, fatti dal giovane prima dell'atto criminoso, comprese le mappe stradali, lo studio dei percorsi programmato attraverso internet, e tra questi anche il luogo dell'abbandono del corpo della ragazza nei pressi del lago di Barcis, in Friuli.

Per la fuga, poi, Turetta avrebbe acquistato anche materiale per la propria sopravvivenza. «L'attività - ha detto Cherchi - è stata fatta su dati obiettivi, indipendenti dalle dichiarazioni di Turetta, che sono difensive. Il lavoro è stato fatto sulla ricostruzione dei fatti».

 

I capi d'imputazione per Turetta

Il capo d'imputazione formulato dalla Procura nei confronti di Turetta è di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, stalkingcrudeltà, efferatezza, sequestro di persona, porto d'armi continuato e occultamento di cadavere.

No al rito abbreviato

Per l'omicidio Cecchettin non sarà percorribile la via del rito abbreviato, per il cambio dell'imputazione da omicidio volontario a premeditato. Lo ha precisato il Procuratore. Per la fissazione dell'udienza preliminare, Cherchi ha aggiunto che «ci saranno i tempi tecnici necessari alla difesa per controllare, vedere, compulsare il fascicolo processuale, che è rilevante. Ci sono tutte le consulenze che dovranno essere valutate, anche se sono state fatte con la partecipazione della difesa fin dall'inizio. Fatto questo - ha concluso - penso che i tempi saranno brevi». 

 

Il diritto alla difesa e la pressione mediatica

ll procuratore di Venezia Bruno Cherchi appare preoccupato per l'eco mediatica che ha avuto il caso Turetta e sulle conseguenze che potrebbe avere in vista del processo. «Bisogna considerare che in corte d'Assise la giuria è popolare», dice riferendosi alle possibili pressioni che l'opinione pubblica potrebbe esercitare «anche solo indirettamente. Pressioni che possono avere toccato Turetta che ha tutto il diritto di difendersi dalle accuse che gli vengono contestate quando saremo al processo», conclude Cherchi.

L'avvocato di Gino Cecchettin: «Sia fatta giustizia per Giulia»

«Vogliamo innanzitutto rivolgere un ringraziamento doveroso al lavoro degli investigatori e della Procura, che in tempi brevi sono riusciti a concludere un'indagine molto complessa. Adesso, letto il capo d'imputazione per Turetta, facciamo copia degli atti e ci prepariamo al processo dove saremo parte civile, perché Giulia abbia finalmente giustizia». Lo ha detto Stefano Tigani, legale di Gino Cecchettin, il papà di Giulia, commentando la conclusione indagini su Turetta.

Il commento dell'ex avvocato di Turetta

«Una possibilità, a cui potrebbe ricorrere la difesa di Turetta, sarebbe quella di chiedere ai giudici di valutare la sua dimensione psichica. Parlai con Turetta in una lunga telefonata dopo che lo fermò la polizia tedesca. Aveva capito quello che aveva fatto, era disperato ed estremamente provato. L'aggravante della premeditazione è stata inserita successivamente nel corso delle indagini preliminari. Dal 2005, il disturbo di personalità viene riconosciuto come limitante della capacità di intendere e di volere». Così a LaPresse, Emanuele Compagno, ex avvocato difensore di Filippo Turetta, che seguì il caso nei primi giorni .

Video

Ultimo aggiornamento: 16 Maggio, 09:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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