Treviso: «Dante offende l’Islam». Studenti musulmani esentati dallo studio della Divina Commedia

Giovedì 23 Maggio 2024 di Paolo Calia
Dante Alighieri contestato a Treviso

TREVISO - Due famiglie musulmane chiedono di esentare i loro figli dallo studio della Divina Commedia. E preside e professoressa li accontentano, sostituendo solo per loro il sommo poeta con il Boccaccio. Come riportato da Antenna Tre Nordest accade in una scuola media di Treviso, in una classe dell’ultimo anno. La docente, con vari anni di insegnamento alle spalle, si stava apprestando a spiegare opere e vita di Dante conducendo per mano i suoi alunni nei meandri della Divina Commedia, universalmente considerata la più grande opera mai scritta in lingua italiana, capolavoro di cui tutto il mondo gode e un po’ ci invidia. Prima di iniziare però ha invitato gli studenti che già non seguono le lezioni di religione cattolica, a chiedere ai propri genitori se desiderassero che i propri figli intraprendessero lo studio della Divina Commedia e di altri testi della letteratura a sfondo religioso. Una prassi insolita, ma motivata: già in passato la docente, affrontando Dante in classe, ha avuto problemi nel gestire le rimostranze di famiglie di religione diversa da quella cattolica.
 

LA SORPRESA
Dopo qualche giorno sono arrivate le risposte. E due famiglie, musulmane, hanno colto la palla al balzo chiedendo che i loro ragazzi venissero esentati dallo studio della Divina Commedia, che non gli venisse spiegato nulla su Inferno, Purgatorio e Paradiso. La richiesta, sulle prime, avrebbe incontrato le resistenze del dirigente scolastico. Che poi, di fronte alle insistenze, ha ceduto. I due ragazzi quindi non studieranno Dante, verranno esentati da compiti in classe sull’argomento e dalle interrogazioni. In compenso approfondiranno, con lezioni parallele e relative verifiche, un altro gigante della letteratura come Boccaccio, che di Dante è stato anche il primo biografo con il celebre trattatello “In laude di Dante”. La decisione, a quanto pare, è stata accolta senza troppo scossoni dal resto della classe che, invece, continuerà a seguire il programma regolare. Ma è destinata a far discutere un po’ tutti, sulla scia delle polemiche che periodicamente nascono nel periodo natalizio quando una scuola decide di evitare argomenti religiosi per le recite prima delle vacanze.


LO SCONTRO
Non è la prima volta che Dante entra in rotta di collisione con i fedeli musulmani e con l’Islam più in generale. Uno dei motivi è l’accusa di aver scritto un’opera che insulta la religione islamica. Il sommo poeta inserisce Maometto nel 28esimo canto dell’Inferno, molto probabilmente perché influenzato da una leggenda medioevale diffusa dai crociati di ritorno dalla Terra Santa, che descriveva il profeta come un cattolico pentito, infuriato contro la propria religione fino al punto di fondarne un’altra. Un clamoroso falso, ma che all’epoca venne preso in considerazione. Il caso trevigiano comunque non è isolato. In Olanda e Belgio la Divina Commedia è stata ritradotta con contenuti mirati e calibrati proprio per non offendere i cittadini di fede musulmana. Ma non solo. In alcuni paesi islamici i versi dedicati a Maometto sono stati cancellati oppura la stessa pubblicazione della Divina Commedia proibita. E c’è di più. Di recente l’organizzazione non governativa Gherush92, che si occupa di diritti umani, ha chiesto, sostenuta anche da alcuni membri del Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite, di arrivare a un gesto estremo: la cancellazione della "Divina Commedia" dai programmi scolastici proprio per quelle frasi che l’Islam continua a ritenere offensive. Ma il rapporto di Dante con la religione islamica è molto più complesso. Infatti se Maometto è collocato all’Inferno, nel limbo tra i saggi greci e latini si trova Saladino, sovrano islamico ritenuto giusto anche se sconfisse duramente gli eserciti crociati.
 

LA REPLICA

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Ultimo aggiornamento: 26 Maggio, 14:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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