Dolomiti, un contributo d'accesso come a Venezia? L'idea piace ma trova tanti ostacoli

Lunedì 27 Maggio 2024 di Claudio Fontanive
Parcheggio affollato a Misurina

BELLUNO - Il turismo della montagna vola, e in vista dell'imminente avvio della stagione estiva, spunta l'idea di introdurre un ticket d'ingresso in tutto il territorio delle Dolomiti Unesco.

Insomma, pagare per ammirare un’alba sulla Marmolada, per concedersi un selfie con vista sul lago di Misurina o per fare shopping in corso Italia a Cortina d'Ampezzo? Fra fine maggio e inizio giugno circa il 70% degli alberghi nelle Dolomiti Bellunesi aprirà le porte agli ospiti. E se le prenotazioni per la prossima stagione estiva sembrano promettenti, il presidente di Federalberghi Belluno, Walter De Cassan, lancia una proposta che sta facendo parecchio discutere: «Seguire l'esempio di Venezia potrebbe non essere una cattiva idea. Per entrare negli immensi parchi americani si paga una tassa, e si potrebbe istituirne una in tutta la zona Dolomiti Unesco, magari anche soltanto di un euro, i cui proventi vadano a finanziare la mobilità, la promozione e tutta una serie di iniziative volte a valorizzare questo territorio». La categoria di albergatori giudica iniqua la decisione di individuare l’esercizio ricettivo come unico punto di prelievo della tassa di soggiorno. Secondo Federalberghi sarebbe più corretto finanziare le funzioni svolte dagli enti locali in campo turistico con modalità diverse ad esempio l’istituzione di una city tax o in questo caso “Dolomiti tax”. Che servirebbe anche per contrastare il fenomeno dell'overtourism nei periodi di alta stagione. Era già stata presa in considerazione in passato.

LA FONDAZIONE
«Quella del ticket di un euro - afferma la direttrice della Fondazione Dolomiti Unesco, Mara Nemela - potrebbe essere un’ottima idea, ma difficilmente applicabile perché il perimetro Unesco si sviluppa su cinque provincie e servirebbe un coordinamento, avendo tanti punti di accesso. Abbiamo considerato che uno dei problemi del patrimonio mondiale Unesco è la pressione turistica, ma difficilmente le persone si fanno dissuadere di andare da qualche parte per l’istituzione di qualche tipo di tassa». E la direttrice prosegue: «Bisognerebbe trovare un modo di contingentare i flussi». È proprio questo il rebus. «Sappiamo che sistemi di accesso regolamentati, come bus navette, possono aiutare per ridurre la pressione turistica e dall'altro permettere al turista un esperienza di visita di qualità. La Fondazione ha sempre cercato di favorire un dialogo su questi sistemi e probabilmente sono la giusta soluzione». 

IL TREND
I numeri elaborati dal sociologo bellunese, Diego Cason, risalgono al periodo pre-covid del 2019 «perché ci permettono di valutare i flussi normali e non quelli ancora influenzati dagli eventi Covid. E se a Venezia il numero di visitatori per abitante è stato di 23 al giorno (quando il massimo ammesso per le destinazioni urbane non dovrebbe superare i 6,3 arrivi per abitante) a Cortina d’Ampezzo nell’estate 2019 c’erano 9,2 (luglio) e 8,9 (agosto) arrivi per abitante. «Ciò significa che nei mesi di luglio ed agosto a Cortina d'Ampezzo siamo ben oltre il limite sostenibile», spiega Cason. E uno studio di Fomdazione Dolomiti Unesco del 2018 sui flussi relativi alle Tre cime in Lavaredo ha determinato come in alcuni periodi dell’anno si registrano anche 13.500 persone al giorno, quando la capacità di carico massimo consigliato è di 2700. 

I PASSI
Se l’opzione ticket è difficilmente percorribile l'unico modo per governare il fenomeno in alcuni periodi potrebbe essere impedire l'accesso delle automobili private in quota nei luoghi in cui vi sono fenomeni di overtourism. Da svariati anni si parla anche di chiusura o limitazione oraria del traffico veicolare sui passi dolomitici. 
 

Ultimo aggiornamento: 20:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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